Giugno: il caldo parte subito forte
Nel Milanese giugno 2026 ha segnato l’inizio di una lunga fase estiva molto calda. Il contesto europeo è stato eccezionale, ma a livello locale il dato più significativo è stata soprattutto la rapidità con cui le temperature sono salite e la continuità delle giornate pienamente estive.
Le ore centrali del giorno hanno iniziato presto a mostrare valori elevati, mentre le notti hanno cominciato a perdere parte del loro ruolo di “reset termico”, soprattutto nelle aree più urbanizzate.
Luglio: meno il singolo record, più la persistenza
A luglio il caldo non si è semplicemente ripetuto: si è consolidato. Nell’area di Milano e dell’hinterland sono tornate più volte condizioni molto calde, con periodi in cui le massime si sono mantenute elevate per diversi giorni consecutivi.
È proprio la persistenza a rendere una fase calda più pesante: quando il terreno, gli edifici e l’asfalto accumulano calore per più giorni, anche la sera e la notte possono diventare meno efficaci nel riportare le temperature su valori più bassi.
Non solo picchi pomeridiani: anche la temperatura serale e notturna è diventata parte centrale del racconto dell’estate.
Agosto: ancora massime oltre i 35 °C
La prima metà di agosto ha confermato il carattere persistente dell’estate. Nell’area milanese si sono osservate diverse giornate con massime sopra i 35 °C e, in alcune situazioni, valori nell’ordine dei 36–37 °C.
Più che il singolo massimo, colpisce la sequenza: dopo settimane già molto calde, ritrovarsi ancora a metà agosto con temperature di questo livello significa prolungare ulteriormente l’accumulo di calore nei tessuti urbani.
Milano: il vero problema emerge dopo il tramonto
In città, asfalto, cemento e facciate assorbono energia durante il giorno e la rilasciano lentamente nelle ore successive. Quando il vento è debole e il cielo è sereno, il raffreddamento può essere particolarmente lento.
Per questo nel Milanese le notti tropicali, cioè quelle con minima non inferiore a 20 °C, sono un indicatore molto importante. Nei periodi più caldi della prima metà di agosto le minime cittadine sono rimaste in alcuni casi ben sopra questa soglia.
Come si confronta il 2026 con le estati più calde di Milano?
Per capire dove collocare davvero l’estate 2026 bisognerà aspettare la fine di agosto e i dati completi. Il riferimento storico più utile, però, è Milano Brera: una delle serie meteorologiche più lunghe disponibili in città.
ARPA Lombardia indica per giugno-agosto 2022 un’anomalia media di +2,8 °C rispetto al periodo 1991–2020, superiore anche all’estate 2003. In quella stagione furono contate 77 giornate con massima oltre 30 °C e ben 81 notti tropicali, con minima non inferiore a 20 °C.
Il 2003 rimane comunque un termine di paragone fondamentale per i picchi: a Milano Brera il record storico della temperatura massima è di 38,3 °C, raggiunto nell’agosto di quell’anno. Nel 2023 Milano ha invece stabilito altri primati legati soprattutto al caldo notturno e alla temperatura media giornaliera: il 23 agosto la media giornaliera a Brera ha raggiunto 33 °C e il giorno successivo la minima è rimasta a 28,9 °C.
Il 2026, almeno fino alla terza settimana di agosto, sembra raccontare qualcosa di leggermente diverso: più che un singolo valore eccezionale, colpisce la continuità del caldo attraverso giugno, luglio e la prima metà di agosto, con diversi episodi sopra i 35 °C nel Milanese. Solo con il bilancio completo di fine stagione sarà possibile capire se questa estate entrerà davvero tra le più calde della lunga serie milanese.
Perché i dati locali diventano interessanti proprio adesso
La nostra stazione è troppo recente per ricostruire l’intera estate 2026, quindi non sarebbe corretto attribuirle valori di giugno, luglio o della prima parte di agosto.
Da questo momento, però, possiamo osservare qualcosa di molto più utile per il futuro: quanto velocemente Trezzano si raffredda dopo il tramonto, quanto scendono le minime rispetto alle aree più urbanizzate e come cambia l’umidità nelle ore notturne.